Virginia Woolf sotto la lente del bibliofilo

Prime edizioni e curiosità bibliografiche
A cura di Noemi Veneziani

L’Aldus Club ama mettere in luce la bibliofilia della nuove generazioni, come anche dimostrare che, a dispetto di ciò che si è pensato in passato, esiste un gran numero di donne bibliofile. E quindi siamo lieti di aver ospitato Noemi Veneziani, giovane studiosa di storia del libro e collezionista, che ci ha parlato dei retroscena dietro alla pubblicazione delle opere della grande scrittrice inglese.

Virginia Woolf (1882-1941) è un’autrice che, fortunatamente, oggi non ha bisogno di molte presentazioni, ma che in passato è stata spesso fraintesa. Madre di uno stile narrativo del tutto nuovo per l’epoca e che rispecchia perfettamente lo spirito modernista di cui ella è intrisa, Woolf realizza e pubblica i propri saggi e i propri romanzi con il marchio della casa editrice Hogarth Press fondata assieme al marito Leonard, e affidando all’estro della sorella Vanessa Bell, celebre pittrice, la realizzazione delle copertine considerate dai collezionisti delle vere e proprie opere d’arte.

D’importanza non marginale sono alcuni aneddoti e testimonianze riportate non solo da Leonard e Virginia nello specifico, ma anche e soprattutto da chi viveva intorno a loro – di particolare interesse sono le parole degli assistenti di Leonard nell’officina della Hogarth e degli scrittori che, dando prova di estremo coraggio, sottoposero a Virginia la lettura dei propri scritti.

Mentre in Inghilterra la scrittrice diventava una figura sempre più rilevante nel panorama intellettuale a lei contemporaneo, in Italia arriva solo negli anni Trenta grazie alla casa editrice Arnoldo Mondadori, che pubblica, nella collana Medusa, due dei romanzi che tutt’oggi rientrano probabilmente tra i più apprezzati e conosciuti di Woolf: OrlandoFlush. Biografia di un caneCon l’inasprirsi della Seconda Guerra Mondiale, Mondadori è costretto a sospendere ogni altra pubblicazione già̀ inserita nel programma editoriale per riprendere solo nel 1946 con la pubblicazione di Mrs Dallowaynella nuova e prestigiosa collana Il Ponte. A questo punto, “il caso Woolf” inizia a farsi sempre più complicato a causa delle numerose resistenze da parte di Leonard e della Hogarth nei confronti di un editore che sembra voler compiere grandi cose ma che, in realtà̀, fatica a rispettare le promesse, lasciando così spazio alla concorrenza che, a poco a poco, sembra accorgersi dell’importanza e della forza della penna woolfiana.

Durante l’incontro si è parlato del lavoro svolto dalla Hogarth Press in relazione alle opere di Woolf, selezionandone alcune tra le più interessanti e meno conosciute per metterle successivamente a confronto con la rispettiva prima edizione italiana soffermandosi, in brevi excursus, su quelli che sono gli aneddoti che hanno caratterizzato la vicenda di alcune di queste.

Noemi Veneziani (1991), bibliofila e articolista, dopo aver conseguito la laurea in Filosofia nel 2015, ha continuato a dedicare alla propria passione per i libri i ritagli di tempo che riusciva a ricavarsi tra casa e lavoro. Da più di un anno, però, si occupa a tempo pieno di editoria collaborando con diverse case editrici in veste di editor e articolista. Ha curato una rubrica interamente dedicata alla letteratura per una piccola casa editrice romana e coopera stabilmente con Maremagnum.com. In occasione dell’edizione del Salone della Cultura di Milano 2020, ha partecipato come relatrice alla conferenza Donne bibliofile: una passione in crescita – accanto a Chiara Nicolini (Capo Dipartimento Libri della Pandolfi Casa d’Aste), Laura Bartoli (esperta e traduttrice di Charles Dickens) e Cristina Balbiano d’Aramengo (restauratrice e legatrice di libri). Infine, a partire dal mese di marzo 2020, ha preso contatti con l’Italian Virginia Woolf Society iniziando a redigere articoli tematici e alla partecipando, in veste di collaboratrice, a un programma di ricerca annuale coordinato dalla dott.ssa Elisa Bolchi, ricercatrice tra le massime esperte di Virginia Woolf in Italia.

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